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Reflusso gastroesofageo nel neonato: ecco come può aiutarti l’osteopata

Rigurgiti, agitazione, difficoltà a dormire. Se avete a che fare con un neonato che soffre di reflusso, la vostra vita di genitori potrebbe essere più complicata del solito.
Il reflusso gastroesofageo è uno dei disturbi più fastidiosi dei bimbi molto piccoli, ed è una delle cause più frequenti per cui si richiede il parere del pediatra e spesso dell’osteopata.

Non lo sapevi? Invece è proprio così: a intervenire per il disturbo gastroesofageo del tuo bambino interviene anche l’osteopata.

Il piccolo rigetto del neonato tende a scomparire da solo nel giro di qualche mese. Va detto subito, però, che il semplice rigurgito dei bambini, la piccola quantità di latte emessa dalla bocca dopo la poppata o il ruttino, tipica della quasi totalità dei piccini, è cosa diversa dal reflusso vero e proprio.

Il bambino in fasce non parla, per questo è compito di ogni genitore non sottovalutare i segnali del corpo del bambino, ma imparare a riconoscere i sintomi per rilevare con facilità lo stato di – più o meno grave – sofferenza del proprio figlio e intervenire di conseguenza.

Per aiutarvi a capire se il tuo bambino soffre di reflusso gastroesofageo e se sia il caso di consultare un osteopata, leggi fino in fondo quest’articolo!

Hai già effettuato un controllo dall’osteopata?

Che cos’è il reflusso nel neonato?

Il reflusso è la risalita del contenuto gastrico nell’esofago, provocata dal rilassamento o da un cattivo funzionamento del Cardias, la piccola valvola che separa lo stomaco dall’esofago. Il disturbo colpisce soprattutto in tenerissima età, spesso anche dopo il primo mese di vita, perché i meccanismi che controllano la digestione sono ancora molto immaturi. Secondo le stime epidemiologiche, ne soffre circa la metà dei neonati. In genere, si tratta di un problema transitorio, destinato a risolversi in breve tempo, solitamente entro il terzo mese. Ma non per tutti è così e i casi possono essere più o meno seri.

Per riconoscere meglio il reflusso dei neonati e capire se è il caso di consultare un osteopata, ecco alcuni sintomi più comuni:

  • piccoli rigetti di latte a distanza di una, due o più ore dalla poppata;
  • respiro affaticato;
  • pianto e lamento quando cercate di metterlo in orizzontale nel lettino;
    difficoltà a dormire, agitazione;
  • ruttini continui tra una pasto e l’altro;
  • raffreddori frequenti;
  • tosse stizzosa.

Quali sono le cause del reflusso nel neonato e come può intervenire l’osteopata?

Il reflusso è un disturbo comune e il ricorrere all’osteopatia è una soluzione molto più comune di quanto si creda.
Come abbiamo già detto nei paragrafi precedenti, a causare il reflusso può essere un’immaturità del cardias, ma anche una compressione del cranio al momento del parto. Infatti, durante questo passaggio, si verifica una compressione delle ossa craniche, che nella maggior parte dei casi si riallineano da sé in breve tempo. Altre volte invece, specie se il parto è stato lungo o difficoltoso o l’espulsione molto veloce, si possono creare delle compressioni su alcune strutture nervose, tra cui il nervo vago, che innervalo stomaco.

L’osteopata può intervenire agendo su diverse strutture:

  • l’occipite, alla base del cranio, allentando la compressione sul nervo vago;
    la colonna dorsale alta, in mezzo alle scapole, che è la zona che va ad innervare lo stomaco;
  • in più può andare ad agire direttamente sull’addome, con manipolazioni che rilasciano la parete gastrica, la parte bassa dell’esofago e il diaframma (il muscolo che separa la cavità toracica da quella addominale).

Possono beneficiare delle manipolazioni osteopatiche anche altri disturbi tipici dei bambini piccoli, come disturbi del sonno, coliche, irritabilità, asimmetrie craniche, torcicolli, piedini torti, e nei più grandicelli, si può agire su stitichezza, otiti ricorrenti, scoliosi.

Reflusso nel neonato: sapevi che puoi aiutare l’osteopata a risolvere questo disturbo?

Come abbiamo argomentato negli altri articoli, l’osteopatia è interdipendente, non solo con altre discipline mediche, ma anche con le sane abitudini che riserviamo al nostro corpo, come una dieta personalizzata o una particolare attività fisica.
Perciò, anche quando il protagonista di un trattamento osteopatico è il neonato, è necessario provvedere con tutti quegli accorgimenti che possono affiancare e sostenere la terapia.
Anche se a volte la somministrazione di farmaci è inevitabile per curare il disturbo gastroesofageo nel neonato, alcuni pratici consigli possono aiutare l’osteopata a ridurre la durata della terapia farmacologica e ad accelerare la guarigione del disturbo.

Ecco qui di seguito, alcuni consigli che ogni genitore può facilmente mettere in pratica per affiancare il trattamento osteopatico del proprio bambino:

  • tenere il bambino il più possibile in posizione verticale, in particolare è utile tenerlo in questa posizione durante la poppata, ed evitare di sdraiarlo dopo il pasto;
  • quando il bambino è sdraiato, fare in modo che la testa sia leggermente sollevata rispetto al corpo;
  • evitare il più possibile ogni situazione stressante per il bambino e tenerlo molto tempo a stretto contatto corporeo;
  • controllare spesso il peso del bambino, perché se perde peso o non cresce a sufficienza, è necessario consultare il pediatra;
  • rivolgersi al pediatra anche in tutti i casi in cui il bambino mostri segni di sofferenza;
  • non somministrare farmaci al bambino, a meno che non sia stato il pediatra a prescriverli.

Esistono anche degli accorgimenti riguardo l’alimentazione che possono aiutare l’osteopata a risolvere il reflusso nel neonato:

  • evitare bevande gassate, perché dilatano lo stomaco;
  • evitare cioccolato e menta, che possono agire sulla pressione dello sfintere;
  • evitare cibi acidi, come agrumi e pomodori, perché provocano bruciore alla mucosa già irritata e possono peggiorare la situazione.

Una volta guarito dall’infiammazione, il bambino potrà tornare a mangiare quello che vuole.

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Caterina Fasoli - Osteopata a Torino