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Osteopatia viscerale ed emozioni: ecco perché lo stomaco è un secondo cervello

A chi non è mai capitato di sentire la frase “lo stomaco è un secondo cervello”? Come per tanti detti, però, non è comunemente chiara la valenza scientifica né la motivazione dietro a questa affermazione. Se anche tu ti sei posto il dubbio sulla sua attendibilità e sul perché lo stomaco sia considerato un secondo cervello, questo articolo può chiarire buona parte dei tuoi dubbi.

Se un certo collegamento tra sensazioni e visceri è facilmente riscontrabile anche nella percezione comune, capirne il senso e la spiegazione scientifica può essere utile per guardare sotto la giusta prospettiva eventuali problemi a stomaco e intestino. Questo implica un diverso approccio al problema, più olistico e che tenga conto dell’organismo nel suo funzionamento globale. L’osteopatia viscerale, nello specifico, risponde a questo tipo di esigenza e si concentra sul benessere dei visceri in rapporto a tutti gli altri sistemi del corpo, comprese le emozioni e, quindi, il benessere psichico.

Scopriamo allora perché si dice che lo stomaco è un secondo cervello e come questa relazione tra osteopatia, visceri abbia un importante collegamento a questo detto.

Hai già effettuato un controllo dall’osteopata?

Lo stomaco tra credenza popolare e scienza: la teoria dei due cervelli

Ebbene si, la saggezza popolare, spesso snobbata dalla mentalità contemporanea, a volte anticipa la scienza. L’affermazione secondo cui lo stomaco è un secondo cervello è stata confermata da diversi studi medici ed è alla base dell’approccio a vari disturbi gastro-intestinali come stipsi e colite. In particolare, l’osservazione scientifica ha rivelato come stomaco e intestino siano dotati di un tessuto neuronale autonomo, in grado di assorbire e rielaborare sensazioni ed emozioni, traducendole in reazioni sintomatologiche.

In poche parole, questo significa che il nostro stomaco è davvero in grado di “provare” e comunicare emozioni, esserne influenzato e influenzarle a sua volta. Da questo collegamento tra psiche e apparato gastrointestinale, deriva in molti casi la natura psicosomatica dei disturbi che colpiscono quest’area, tra cui i più diffusi:

  • Sindrome dell’intestino irritabile, conosciuta anche come colite spastica o colon irritabile. Si presenta come dolore addominale, diarrea o stipsi.
  • Gastrite. Caratterizzata da bruciore allo stomaco, crampi e sensazione di pienezza dopo i pasti, nausea e gonfiore addominale.

Entrambi i disturbi possono presentarsi in forma cronica e incidere in modo pesante sulla qualità della vita. In questi casi, l’utilizzo di farmaci ha una mera funzione palliativa, e si richiede quindi un diverso approccio al disturbo. Lo stomaco concepito come secondo cervello si inserisce proprio in questa prospettiva, così come l’osteopatia e i suoi trattamenti.

Osteopatia, visceri ed emozioni: una diversa prospettiva per la salute dello stomaco

L’osteopatia considera il corpo come un sistema integrato in cui ogni parte è collegata e interdipendente. I trattamenti osteopatici, infatti, partono sempre da un controllo del funzionamento generale dell’organismo al fine di trovare l’origine dello squilibrio, la quale può collocarsi in una regione diversa rispetto a quella in cui si presenta il sintomo.
In quest’ottica, anche i trattamenti che agiscono sullo stomaco, il nostro secondo cervello, non è detto che si concentrino sulla sede in cui viene percepito il disturbo. Nello specifico, ad intervenire sul funzionamento dell’apparato gastrointestinale è l’osteopatia viscerale, che mira appunto a ripristinare il corretto movimento dei visceri.

In questo intento, la disciplina osteopatica parte quindi dalla considerazione dei legami funzionali tra i diversi organi e apparati, e tra questi e il sistema muscolo scheletrico. Non solo. L’osteopata considera l’individuo nella sua globalità e nel suo rapporto con l’esterno, avendo come obiettivo il generale equilibrio psico-fisico.
A proposito dello stomaco come secondo cervello, infatti, è proprio il pioniere dell’osteopatia viscerale, J. P. Barral, a sostenere che l’intestino è un ricettore-emettitore di emozioni ultrasensibile, collegato al cervello da cento milioni di neuroni.

In questo senso, un buon trattamento di osteopatia viscerale si integra in una più ampia cura globale del benessere psico-fisico, che comprende l’attenzione alla sfera emotiva così come una corretta alimentazione.

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Caterina Fasoli - Osteopata a Torino