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Osteopatia e nutrizione: perché è importante unire al trattamento una corretta alimentazione

È facile pensare che l’osteopatia e la nutrizione non siano strettamente connesse. A favore di quest’opinione c’è il fatto che l’osteopatia si occupa, attraverso tecniche di manipolazione dolce, di individuare e risolvere le problematiche nascoste di ossa, fasce muscolari, legamenti e viscere, mentre la scienza della nutrizione si occupa dei processi biologici che vanno a portare all’organismo i nutrienti.
Tuttavia, nonostante i campi di interesse e di azione siano diversi, è utile sapere che esiste un’importante correlazione tra osteopatia e nutrizione, che permette una più efficace e, a volte, una più veloce guarigione.
Per comprendere pienamente questo concetto, è necessario capire meglio in che cosa consiste in l’attività di un osteopata.

L’osteopata usa un approccio olistico e questo significa che:

  • considera l’individuo nella sua globalità, quindi considera ogni parte costituente la persona in relazione alle altre, così che il corretto funzionamento di ognuna assicura quello dell’intera struttura, e dunque l’equilibrio psicofisico e il benessere;
  • si concentra sulla relazione tra struttura e funzione, perché un corretto equilibrio regala al corpo una sensazione di benessere. Se tale equilibrio viene alterato, allora avviene una di disfunzione osteopatica, ossia restrizione di mobilità e perdita del movimento;
  • il suo ruolo non è quello di guarire, ma quello di favorire la capacità innata del corpo di auto curarsi.

Tutto si basa, quindi, sull’equilibrio biochimico del corpo. Se questo manca, ogni trattamento o azione per la guarigione e il benessere dell’individuo perde di efficacia o fallisce miseramente.
Detto ciò, non si può pensare che un perfetto equilibrio biochimico possa avvenire trascurando la giusta nutrizione che si deve al nostro corpo. Senza una buona alimentazione tale equilibrio subisce uno scompenso e diventa instabile. Da qui la non guarigione.

Hai già effettuato un controllo dall’osteopata?

Osteopatia e giusta nutrizione: l’alleanza vincente contro l’infiammazione

Per poter comprendere il motivo per il quale è importante associare al trattamento osteopatico una buona nutrizione, e viceversa, è necessario concentrarsi sul concetto di infiammazione.

L’infiammazione è un meccanismo di difesa, proprio dell’immunità innata che si genera quando c’è presenza di agenti patogeni o di un danno ai tessuti che può essere di tre tipi:

  • chimico, per assunzione di veleni;
  • fisico, a seguito di traumi;
  • biologico, per attacco di virus o batteri;

Il meccanismo dell’infiammazione ha l’obiettivo di eliminare la causa che ne è alla base, di riparare le lesioni che riguardano i tessuti e di ristabilire, attraverso l’intervento risolutivo di cellule difensive, la normale funzionalità dell’organismo.

In base alla sua durata, l’infiammazione può essere considerata:

  • acuta, quando dura solo pochi giorni e provoca sintomi in genere temporanei, che scompaiono quando la risposta infiammatoria ha avuto buon esito, come il mal di gola o il prurito;
  • cronica, quando la sua durata è protratta nel tempo e può essere causata da un difetto dei meccanismi di regolazione della risposta infiammatoria, o quando la capacità dell’organismo di eliminare l’agente nocivo risulta essere compromessa.

Una corretta alimentazione offre un approccio atossico e a lungo termine della gestione del disturbo cronico e un supporto ottimale nella riduzione del dolore e dell’infiammazione. Se una corretta nutrizione viene a mancare, dato l’approccio olistico di cui abbiamo parlato, un approccio che quindi non può non considerare questa mancanza o alterazione, la relazione tra osteopatia e nutrizione viene meno e il trattamento agirà in modo inefficace.

L’obesità e il sovrappeso, per esempio, possono indurre infiammazione cronica e possono creare un’iper-sollecitazione delle articolazioni che provocherà il dolore. Nel caso dell’obesità o del sovrappeso, il paziente si rivolgerà ad un nutrizionista, nel caso del dolore articolare, invece, si rivolgerà all’osteopata. Quest’ultimo, potrà sicuramente apportare dei benefici, ma non potrà assicurare grandi risultati se non si interviene con una dieta adeguata, che andrà dunque ad agire sul problema originario

Quasi sempre, il paziente giunge in uno studio osteopatico quando l’infiammazione è già in atto. Ma sintomi come cefalea, colon irritabile, cervicalgia, bruxismo, ansia, hanno bisogno di un approccio multidisciplinare: l’osteopata o il nutrizionista garantiranno un miglior risultato se le due discipline lavorano in sinergia.
Ecco perché risulta facile comprendere come un’alimentazione corretta e personalizzata, creata da un bravo nutrizionista, possa modulare il livello di infiammazione, dando un valido supporto al trattamento osteopatico. Grazie alla sinergia del lavoro svolto dall’osteopata e dal nutrizionista, si può ridurre il carico infiammatorio, alleviando così dolori i dolori cronici.

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Caterina Fasoli - Osteopata a Torino