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Osteopatia e bambini prematuri: tutto quello che non sapevi

Hai ma sentito parlare di osteopatia per bambini prematuri? La possibilità di nascita pretemine è più diffusa di quello che si pensa e oggi, fortunatamente, la tecnologia e le conoscenze medico-sanitarie consentono di intervenire prontamente per supportare le carenze del neonato non ancora pronto alla vita extrauterina.

Accanto agli strumentazione medica per ricreare le condizioni necessarie al piccolo per terminare il suo sviluppo ed essere in grado di sopravvivere al mondo esterno, le incubatrici in primis, si è sviluppata tutta una branca di conoscenza per la cura dei bambini prematuri. L’osteopatia è tra le discipline che offre un importante contributo nei casi di parto pretermine e che aiuta a ridurre i tempi di ospedalizzazione dei neonati.

Prima di addentrarci nell’argomento, definiamo per maggiore chiarezza cosa si intende per nascita pretermine e facciamo un’utile classificazione dei diversi “livelli” di prematurità con i relativi rischi per il neonato. Questa panoramica ti sarà utile per comprendere le problematiche, le possibili complicanze e i benefici dell’osteopatia per i bambini prematuri.

Hai già effettuato un controllo dall’osteopata?

Nascita pretermine: la definizione dell’OMS

La definizione di nascita pretermine può sembrare scontata. A rigor di logica tutti i bambini nati prima del termine del nono mese possono definirsi prematuri. Ma qual è il limite preciso per la nascita e come vengono classificate per stabilire lo stadio di sviluppo e le conseguenti complicanze a cui va incontro il neonato venuto al mondo troppo presto?

Ci viene in aiuto la definizione dell’OMS, secondo cui si considerano prematuri i bambini nati prima delle 37 settimane comprese di gestazione o a meno di 259 giorni dalla prima data dell’ultimo periodo mestruale di una donna. Per quanto riguarda, invece, la classificazione delle nascite pretermine, possiamo fare un’utile suddivisione in base all’età gestazionale (GA), con la relativa incidenza di casi:

  • Prematurità estrema. bambini prematuri nati prima della 28ª settimana, con un’incidenza del 5%;
  • Prematurità severa. Le nascite tra la 28ª e la 31ª settimana, con un 15% di incidenza;
  • Prematurità moderata. I bambini nati tra la 32ª e la 34ª settimana, che corrisponde al 20% dei casi;
  • Prematurità tardiva. Le nascite tra la 35ª e la 37ª settimana, che possono quasi definirsi precoci più che premature e si verificano infatti nel 60-70% dei casi.

Oltre alla classificazione sulla base dell’età gestazionale del bambino prematuro, è utile distinguere le nascite secondo il peso alla nascita, fattore determinante per le capacità di sopravvivenza del piccolo:

  • Neonati LBW (Low Birth Weight): peso alla nascita compreso tra 1501 e 2500 g
  • Neontati VLBW (Very Low Birth Weight): peso alla nascita inferiore a 1500 g
  • Neonati ELBW (extremely Low Birth Weight): peso alla nascita inferiore a 1000 g.

In tutti i casi, va tenuto presente che la nascita prematura interrompe una fase di sviluppo e piena maturazione degli organi e sistemi del neonato. Per quanto il suo sistema nervoso centrale si sviluppi rapidamente, le sue strutture non sono ancora pronte per affrontare la stimolazione del mondo esterno. La medicina generale, così come l’osteopatia, considera infatti il bambino prematuro come un bambino competente per una vita intrauterina ma impreparato per una vita extrauterina. Il compito di entrambi gli approcci è quindi di supportare i suoi deficit e rendere più dolce questo brusco passaggio prematuro alla vita reale.

Complicanze della prematurità e rischi per la salute

Come accennato nel paragrafo precedente, medicina e osteopatia si approcciano al bambino prematuro partendo dalle sue carenze nello sviluppo che gli impediscono di far fronte al mondo extrauterino, così diverso dalla protezione ovattata della placenta materna e così pieno di difficoltà e pericoli. La nascita prematura getta infatti il neonato in un ambiente sovraccarico di stimoli:

  • luci
  • rumori
  • manipolazioni
  • Separazione dalla madre
  • forza di gravità triplicata rispetto a quella dell’utero
  • Difficoltà posturale legata alla superficie piatta dell’incubatrice
  • Mancanza di sonno

Se già di per sé il parto e l’impatto con il mondo si configura come il primo evento traumatico della vita di ognuno, questo brusco passaggio diventa una sfida al limite della sopravvivenza per il bambino prematuro. Se si mette a confronto un neonato molto pretermine con un neonato a termine, infatti, ci si trova di fronte a due esseri totalmente diversi dal punto di vista della maturazione. É quindi facile intuire la possibilità di complicanze e di rischi per la salute del bambino prematuro.

In particolare, sono le funzioni respiratorie a subire le maggiori problematiche a breve termine in caso di prematurità, provocando un aumento dei rischi di condizioni respiratorie neonatali:

  • Sindrome da distress respiratorio e displasia broncopolmonare
  • Entero-colite necrotizzante
  • Sepsi
  • Condizioni neurologiche (come leucomalacia periventricolare, convulsioni, emorragia cerebrale, paralisi cerebrale e ipossia encefalopatia ischemica)
  • Difficoltà di alimentazione
  • Problemi visivi e uditivi

In questo quadro assai delicato, la medicina tradizionale è affiancata dall’osteopatia che accompagna il bambino prematuro nella sua fase di transizione verso il mondo reale, cercando di limitare e ridurre quanto possibile le complicazioni legate alla nascita pretermine.

OMT: il trattamento manipolativo osteopatico per bambini prematuri e i suoi benefici

L’osteopatia per bambini prematuri è ancora poco conosciuta ma sta gradualmente entrando negli ospedali come supporto nella cura del neonato, non solo quindi per i casi di prematurità. Nello specifico, ci si riferisce al trattamento specifico con la sigla inglese OMT, che in italiano sta per Trattamento Manipolativo Osteopatico. L’insieme di queste tecniche offre un notevole beneficio al neonato e un importante stimolo al naturale sviluppo delle sue funzioni, tant’è che oggi, in tanti ospedali italiani, l’osteopata è entrato a far parte in piena regola del team preposto alla cura di bambini nati a termine o pretermine.

L’efficacia dell’osteopatia per bambini prematuri è testimoniata da diversi studi, disponibili su Pubmed Medline. In queste ricerche, in cui l’OMT viene associato alle cure mediche tradizionali come supporto per la presa in carico delle nascite pretermine, si evidenzia come il trattamento osteopatico sia indice di una riduzione dei tempi di ospedalizzazione. In media, è stato riscontrato che i neonati sottoposti alle manipolazioni hanno raggiunto un’autonomia tale da permettere la dimissione 6 giorni prima rispetto a chi non ha usufruito del trattamento osteopatico.

Questo si traduce in primo luogo nel beneficio per la salute psicofisica del bambino e nella serenità della neomamma, che potranno stabilire prima il fondamentale rapporto bruscamente interrotto dal parto. É infatti anche questa relazione esclusiva che va ulteriormente a influire in senso positivo sullo sviluppo del neonato, relazione rafforzata dagli ulteriori benefici delle manipolazioni osteopatiche nel favorire l’allattamento e diminuire l’incidenza di disturbi come quelli gastrointestinali. La riduzione del tempi di ospedalizzazione, inoltre, rappresenta un’importante riduzione dei costi delle Unità di Terapia Intensiva Neonatale (NICU).

L’osteopatia per bambini prematuri è quindi un tassello importante nel supporto alla vita e nel favorire l’autonomia del neonato. Lo sviluppo delle funzioni vitali non è, infatti, solo una questione meccanica in cui ogni parte del corpo richiede una “manutenzione” specifica, ma un insieme organico in cui ogni cosa è collegata e che risponde alle stimolazioni esterne in maniera articolata.

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Caterina Fasoli - Osteopata a Torino