La seduta di osteopatia è dolorosa? Risponde l’osteopata

Finalmente hai deciso di prenotare la tua prima visita dall’osteopata e hai paura di sentire dolore durante il trattamento e vorresti qualche informazione su come affrontarla? Hai letto che la seduta di osteopatia è dolorosa e ti piacerebbe avere qualche consiglio utile su come affrontarla al meglio? O sei semplicemente curioso di sapere come si svolge la visita dal tuo osteopata di fiducia e perché alcuni dicono che la seduta di osteopatia è dolorosa?

Non ti preoccupare!
Prendici cinque minuti, mettiti comodo e leggi questo articolo che ho preparato proprio per fornire qualche consiglio a tutti coloro che si stanno approcciando per la prima volta all’osteopatia o che vorrebbero avere qualche consiglio su come lavora l’osteopatia e sapere soprattutto perché per alcune persone la seduta di osteopatia è dolorosa.
Leggendo questo articolo scoprirai che non esiste una risposta netta al quesito se la seduta di osteopatia sia dolorosa ma che ci sono tanti fattori che bisogna considerare e che analizzeremo insieme.
Buona lettura!

Che cosa si intende per seduta di osteopatia dolorosa: schiariamoci le idee

Prima di approcciarci a spiegare e a comprendere il concetto di seduta di osteopatia “dolorosa” e cosa si intende per “dolore buono” e “dolore post seduta”, è necessario schiarirci le idee su come lavora l’osteopatia e come può aiutarti a recuperare il tuo stato di benessere psico-fisico.
Infatti non esiste una risposta univoca che valga per tutti al quesito se la seduta di osteopatia sia dolorosa oppure no.
Come abbiamo sopra accennato, infatti, sono tanti i fattori da considerare: non solo la patologia di cui è affetto il paziente (se è stata già diagnosticata) ma anche il grado di sintomatologia dolorosa di partenza che spinge a rivolgersi ad un osteopata di fiducia ed infine la personale e soggettiva percezione del dolore.
Quest’ultimo fattore non è affatto da sottovalutare in quanto ogni individuo è un soggetto a sé, ogni corpo è differente e reagisce in modo diverso a qualunque stimolo esterno, compreso l’effetto del trattamento osteopatico eseguito.

A questi fattori poi bisogna aggiungere che spesso accade che il paziente non avverte dolore in una zona particolare del corpo né durante il movimento né in posizione statica, ma avverte dolore durante l’analisi palpatoria – uno degli step fondamentali della prima visita dall’osteopata-.
Queste premesse sono fondamentali in quanto ci riconducono al concetto di osteopatia e come questa disciplina sanitaria lavora per aiutare il tuo corpo.
Infatti per l’osteopatia l’essere umano è un’unità inscindibile di corpo, mente e anima e attraverso la sua valutazione complessiva, fatta di palpazione a valutazione posturale, cerca di individuare i disequilibri nei distretti corporei e le alterazioni o disfunzioni di mobilità dei tessuti che possono influenzare il complessivo stato di salute del soggetto.
Il nostro corpo è un insieme di sistemi (muscolo-scheletrico, nervoso, circolatorio etc…) che lavorano in modo coordinato e complementare e quando un distretto corporeo è alterato può generare problematiche quali rigidità e dolori anche in altre parti del corpo. Questo, ad esempio, è il motivo per il quale un soggetto non avverte dolore in movimento o in posizione statica ma lo avverte con la palpazione.

Quando l’osteopata individua, quindi, la disfunzione, interviene con il trattamento osteopatico più corretto, con la tecnica osteopatica o con la combinazione di tecniche osteopatiche più adeguate, per ripristinare lo stato di salute del paziente.
Infatti un’altra caratteristica dell’osteopatia è che non utilizza farmaci né strumenti medici particolari, ma lavora con la palpazione. L’osteopata agisce sul corpo del paziente con le sue mani per individuare la disfunzione somatica attraverso la palpazione -che viene eseguita in ogni singola seduta osteopatica- e come interferisce sugli altri distretti, ad esempio sui nervi o sui vasi sanguigni adiacenti, spesso causa di dolore associato a riduzione di mobilità e cambiamenti tessutali.

L’osteopata, quindi, attraverso manipolazioni e tecniche ben precise, agisce liberando i tessuti che presentano quelle disfunzioni per ripristinare la corretta funzionalità e stimolando il ripristino di una condizione fisiologica a livello di tutti gli altri sistemi corporei, per ristabilire lo stato di salute del paziente.
Detto questo vediamo ora di comprendere cosa si intende per “dolore buono” e “dolore post seduta”.
Continua a leggere e scoprirai tutte le informazioni che ti interessano sull’argomento se la seduta di osteopatia è dolorosa.

Hai già effettuato un controllo dall’osteopata?

Seduta di osteopatia dolorosa? Dolore buono e post seduta

Come abbiamo visto prima, la valutazione e la palpazione sono passaggi fondamentali delle sedute dall’osteopata. Infatti sin dalla prima visita dall’osteopata, dopo aver eseguito l’anamnesi con il paziente, la valutazione postulare e l’analisi palpatoria rappresentano gli step immediatamente precedenti al trattamento osteopatico.
Peraltro questi due step sono fondamentali anche nelle sedute successive, in quanto consentono all’osteopata di acquisire tutte le informazioni per comprendere lo stato di riequilibrio della disfunzione riscontrata e per poter impostare il trattamento osteopatico più corretto.

In questo contesto, ovviamente, si inserisce il dolore che è la percezione esterna di pericolo che il nostro organismo ci invia.
Infatti molto spesso i pazienti si rivolgono all’osteopata perché hanno già una sintomatologia dolorosa e quindi è chiaro che il trattamento non potrà mai essere completamente indolore. Compito dell’osteopata di fiducia sarà quello di riuscire a rispettare la soglia di dolore del paziente e individuare le tecniche osteopatiche più adeguate alla risoluzione del sintomo.

Ci sono, poi, pazienti per i quali la seduta dall’osteopata è vissuta come un momento di relax, un momento liberatorio e quindi il dolore che avvertono durante il trattamento, è percepito come il momento in cui il corpo ha intrapreso la strada verso la guarigione e il miglioramento futuro: questo tipo di dolore è quello che possiamo definire “dolore buono”.

Molto spesso capita che, alla fine del trattamento osteopatico, il paziente percepisca una sensazione di leggerezza esattamente nella zona trattata con le manipolazioni osteopatiche; quella sensazione gli consente di eseguire movimenti che prima risultavano difficili o dolorosi e di non avverte più quelle sensazioni dolorose che prima erano presenti in posizione di riposo.
In altri casi invece, dopo la seduta osteopatia può verificarsi un temporaneo peggioramento dei sintomi, con sensazione di stanchezza o dolori diffusi. Questi sintomi rappresentano le naturali reazioni del corpo al trattamento osteopatico e non vanno considerati negativamente ma sono le risposte del nostro corpo al processo di guarigione.

Quindi alla luce di quanto abbiamo detto sopra, non esiste una risposta positiva o negativa alla domanda se la seduta di osteopatia è dolorosa. In genere la seduta di osteopatia è tollerabile da parte dei pazienti e per alcuni è anche piacevole. Ciò che è importante è affidarsi a mani esperte che sappiano rendere la seduta più tollerabile.

Se hai altre curiosità sulla seduta di osteopatia o sei interessato ad una valutazione postulare, contattami o prenota un appuntamento.

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Caterina Fasoli - Osteopata a Torino

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